THE RAGE AND THE FOG - Come è nata

Si riparte dalla trasferta per lavoro di Genova di cui ho già raccontato in COME E’NATA FACCIA A TERRA. La mattina successiva mi risvegliai con la vista ancora più annebbiata e con la macchia centrale all’occhio sinistro più allargata rispetto al giorno prima.

Alla prima pausa informai gli angeli custodi che si occupano del mio compagno di viaggio della “novità” e mi organizzai per prendere appuntamento da un oculista con urgenza.

La giornata trascorse sotto il sole di Genova annebbiato dai miei pensieri e dalla macchia che lentamente si ingrandiva. Decisi di continuare a tener la cosa nascosta, non riesco a condividere una cosa finchè non so esattamente cosa è.

La sera, come la sera precedente, mi ritrovai in camera a scrivere i miei pensieri.

Mi era chiaro che stavo per infilarmi in una nuova strada, una strada sconosciuta che non sapevo dove, ma che sicuramente da qualche parte mi avrebbe portato. Cosi son nati, stavolta in inglese, i versi di THE RAGE AND THE FOG. La scrissi tutta quella sera tranne l’ultimo verso, aggiunto un paio di mesi dopo quando mi ero ormai abituato a vedere il mondo in modo nuovo e con un occhio solo.

 

THE RAGE AND THE FOG - LA RABBIA E LA NEBBIA   

Traduzione italiana - Testi e musica Claudio Ferla - 2014

 

La rabbia e la nebbia…
Ho bisogno di attaccare, ma cosa?
Penso ad una velocità superiore a quella della luce…
ma cosa mi gira in testa?
 

Non posso continuare così,
ma non posso nemmeno stare in attesa.
Non importa dove andare,
dove scegliere una strada.
 

Nessuna strada porta da nessuna parte,

ed io finisco sempre in un posto.

Un posto che mi potrebbe piacere,
o che alla fine potrebbe non piacermi.

E a quell punto io riparto di nuovo,
correndo più veloce di quanto tu possa immaginare.
Attraverso la nebbia e la pioggia,
verso un posto lontano.

 

Nessuna strada porta da nessuna parte,

ed io finisco sempre in un posto.

Un posto che mi potrebbe piacere,
o che alla fine potrebbe non piacermi.

Ma tu sai dove potrei arrivare?
O in una gabbia o in una tomba.

Ma è meglio una gabbia to poter restare
e invecchiare a modo mio
 

Nessuna strada porta da nessuna parte,

ed io finisco sempre in un posto.

Un posto che mi potrebbe piacere,
o che alla fine potrebbe non piacermi.

E ho anche compreso una cosa,
sarò io a poter modellare lo spessore delle sbarre
E una volta terminato il lavoro

Uscirò dalla gabbia per correre verso il mare

 

Nessuna strada porta da nessuna parte,

ed io finisco sempre in un posto.

Un posto che potrebbe non piacermi,
ma che alla fine potrei amare.