PROSPETTIVA - Come è nata

Stavo ancora completando Melancholia quando, chitarra in mano, mi son ritrovato a fare per caso un giro di accordi che mi suonava bene. Me li son segnati e ho registrato il ritmo per tenerli a mente, sicuro che sarebbero tornati utili. Qualche settimana dopo sarebbero diventati il giro di accordi dei versi di PROSPETTIVA.

Il testo è nato qualche giorno dopo e per comprenderlo và inserito nel suo giusto contesto. A novembre 2013 avevo appena terminato i 4 cicli di immunoterapia iniziati dopo il fallimento della chemioterapia tradizionale. A metà dicembre l’esito della Risonanza al cervello era stata una delle sorprese di Natale più gradite che io e tutti coloro che mi stavano vicino in quel momento potevano sperare: risposta parziale! Le dimensioni della metastasi si erano ridotte rispetto alla precedente RMN, l’immunoterapia sembrava stesse funzionando. Si riaccendeva la luce, si aprivano nuove prospettive per il futuro. Le settimane successive, sino al giorno di fine gennaio 2014 in cui la nebbia è iniziata a calare sul mio occhio sinistro, sono state di rinascita dopo otto mesi in cui nulla sembrava riuscisse a fermare la crescita dello scomodo compagno di viaggio che portavo e porto tuttora in testa.

PROSPETTIVA è nata grazie al fermento emotivo in cui vivevo quelle giornate. La possibilità di avere un’altra possibilità di lungo termine mi portava a riflettere su cosa potevo cambiare di me in meglio grazie all’esperienza vissuta, e che persona volevo essere nel mio nuovo futuro per star meglio con me stesso e con chi amavo. Per far questo era necessario guardare me stesso con occhi nuovi e da prospettive diverse per trovare le aree da migliorare e le zone inesplorate del mio io da far emergere.

PROSPETTIVA è questa e niente più, esprimeva la ricerca del mio nuovo io che doveva essere il più adeguato possibile alla nuova possibilità che in quel momento la vita mi stava proponendo.